Quante volte l'abbiamo sentito? Quel tono un po' pietoso, quel sorrisetto di chi pensa che il nostro lavoro sia stare sedute a guardare bambini che spargono costruzioni, aspettando che arrivi l'ora di andare a casa.
Sì, li facciamo GIOCARE. Ma sapete cosa succede mentre loro "giocano" e noi, secondo voi, non facciamo "niente"?
Mentre giocano, stiamo insegnando a un bambino che il mondo non gira solo intorno a lui. Si chiama empatia, ed è la lezione più difficile di tutte.
Mentre giocano, stiamo mediando conflitti che farebbero impallidire un diplomatico dell'ONU. Insegniamo a fare la pace senza usare le mani.
Mentre giocano, stiamo osservando ogni loro gesto, ogni silenzio, ogni sguardo. Perché un bambino che non gioca sta gridando aiuto, e noi siamo le uniche che sanno ascoltare quel silenzio.
Mentre giocano, stiamo costruendo l'autostima di chi domani dovrà affrontare la vita.
Volete provare voi? Provate a gestire 27 piccoli vulcani di energia, ognuno con i suoi bisogni, le sue paure e il suo pianto da consolare. Provate a essere contemporaneamente educatrici, psicologhe, infermiere, mediatrici e artiste. Tutto questo mentre la vostra testa non smette mai di progettare, osservare e proteggere.
Noi non siamo "baby-sitter" pagate dallo Stato.
Noi siamo quelle che mettono le fondamenta.
Se la casa sta in piedi, è perché qualcuno, all'inizio, ha scavato nel fango con pazienza e amore.
𝐀𝐥𝐥𝐞 𝐦𝐢𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐡𝐞: a voi che tornate a casa con le orecchie che fischiano e la schiena a pezzi, ma con il cuore pieno dei segreti di tanti bambini: non lasciate che nessuno sminuisca la vostra missione.
Siamo le professioniste dello stupore. Siamo le architette del futuro. E se il mondo pensa che sia "solo un gioco", è perché siamo talmente brave da far sembrare semplice la cosa più complessa del mondo: crescere un essere umano.
𝑺𝒆 𝒔𝒆𝒊 𝒇𝒊𝒆𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 "𝒔𝒐𝒍𝒐" 𝒖𝒏𝒂 𝒎𝒂𝒆𝒔𝒕𝒓𝒂, 𝒄𝒐𝒏𝒅𝒊𝒗𝒊𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒑𝒐𝒔𝒕. 𝑭𝒂𝒄𝒄𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒄𝒂𝒑𝒊𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒔'𝒆̀ 𝒅𝒂𝒗𝒗𝒆𝒓𝒐 𝒍𝒂 𝑺𝒄𝒖𝒐𝒍𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍'𝑰𝒏𝒇𝒂𝒏𝒛𝒊𝒂. ❤️
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